
E dopo aver guardato i miei fumettari preferiti qui sopra, perché non sbirciate anche
le mie foto
e
quello che passa il mio winampo?
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Chuck Norris
Conte Nebbia
Diassa!
Elyminazione
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Fyorpa
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Giovanni
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"Il problema è che i miliardi fan passare la tristezza e così il tuo impero crolla come un castello di sabbietta...basterebbe regalare le canzoni tristi a tutti!"
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Orpolà, addirittura *loading* visite!
So che voi tutti lo stavate aspettando...con ansia...da anni...ebbene sì, eccolo qui, il 18 novembre esce il film "Melissa P", liberamente tratto dal libro "i 100 colpi" (magari fossero state le undicimila verghe apollinairiane!)...
Esultanza e tripudio!
E questo post è dedicato a tutti gli scrittori di talento che non vengono pubblicati. Godetevelo.
(per maggiori informazioni: colonna di destra, sezione "movies of interest")
- Pollame e influenze -
Combiniamo la crescente insensata preoccupazione per un'epidemia improbabile con la presenza di una cliente che mi sta sulle palle, rimescoliamo il tutto e otteniamo la seguente vicenda.

- 21/10/05 - The White Stripes -
Live in Bologna
ovvero
Due, come le dita in gola
Bene, Meg e Jack. Che ne dite, la finiamo una canzone? No, ho capito, mi riferiscono che lo stile vostro è di fare una sorta di supermedley. Può starmi bene. E' normale che io non capisca quando finisce una canzone e quando ne inizia un'altra? E' normale che mi sembra di aver assistito a un'ora emmezza di indistinti casini chitarra-batteria? Mi dicono che sì, forse era un concerto da vedere in mezzo alla gente, saltare, lanciarsi sul pubblico, finire uccisi dalla security...insomma, il tipo di concerto in cui l'imperativo è sopravvivere e la musica passa in secondo piano. Il tipo di concerto cui non mi interessa assistere.
Meg, poverina, faceva in fondo il suo lavoro. Lì, alla sua batteria, teneva il tempo con il suo solito metodo musicale basilare ma efficace (il noto metodo "ma così la batteria la so suonare anche io").
Jack, poverino, si sbatacchiava in giro per il palco con la sua chitarra, sul suo piano...dimenticandosi di portarsi in giro la voce, però.
Poverini, hanno anche un certo stile questi due, nel modo di vestirsi, di porsi, nella scenografia del palco, chi dice di no? Però se poi mi fai un concerto che mi coinvolge neanche io fossi un'ostrica davanti a una copia del Corano...
Che vi devo dire, sarò io che sono misantropa e se vedo la folla ondeggiante che improvvisa coretti (in richiesta della sola Seven Nation Army, per altro. Zotici.), che si esalta per nulla, mentre i due sul palco non mi propongono niente di distinto e seguibile...boh...io non sono per il concerto sofferto e pogato, sono per la contemplazione artistica...non so...White Stripes...Mi avete fatto, come dire, un po' schifo.
Mi sento quasi in dovere di scusarmi per il tono drastico ma...come dire...mi avete fatto...come dire...un po'...
-Viva Zapatero-
Visto ieri sera questo che, come saprete, è il film della Guzzanti. Film-inchiesta, parte dalla soppressione di Raiot per fare una panoramica su questa Italia malata e disinformata, con tanto di colleghi europei e americani che, semplicemente, non capiscono come sia possibile questo strapotere di uno solo. Interviste a Luttazzi, Santoro, Biagi, Marco Travaglio (di cui sono segretamente innamorata), spassosissime rocambolesche risposte di politicanti e dirigenti vari, che si dimenavano per trovare delle risposte plausibili, a coprire il fatto che le argomentazioni della Guzzanti erano schiaccianti. E con tanto di esempi di programmi satirici francesi, inglesi e olandesi: cose che noi ce le possiamo sognare! Aperte prese per il culo a Blair e generali vari in Inghilterra (esilaranti). In Francia arrivano pure a rifare scene di Pulp Fiction che culminano nell'uccisione di Chirac previa lettura di sue promesse non mantenute. Io queste cose le voglio anche Italia, boia Faust!
In ogni caso, niente che non sapessi già: vertici rai sotto controllo, giornalismo malato di paura del potere politico, il fatto che in fondo Silvio sia una creazione della sinistra...massì, lo sapevamo già. Ma che vi devo dire, è buono che esistano film del genere, per chi non fa molto caso a queste vicende. Come a dire: "Italiani, magari siete pigri e non avete voglia di trovare le informazioni nelle fonti alternative, ok, allora io vi faccio un film e voi non avete più scuse per dire -ops, non me ne ero accorto-".
E poi, un'ultima cosa. Premetto che io sono una donna insensibile e sono più che abituata ad andare al cinema ed avere attorno amiche piangenti come fontane nelle scene particolarmente commoventi, mentre io sì, mi dispiaccio, ma che cacchio, è un film, non mi commuovo. E' successo due volte però che le parti si invertissero: ovvero amiche attonite e io piangente. E non a caso non eravamo in presenza di finzioni sceniche. Una volta fu su Fahrenheit 9/11, causa incazzatura, sdegno, tristezza per questo cazzo di mondo malato. E l'altra volta ieri sera. Mi spiace, non ce l'ho fatta. Quando non ricordo più quale membro storico membro del Corriere parlava alla redazione con le lacrime agli occhi dicendo "Se possono fare questo a Biagi e Santoro, figuratevi a voi che in confronto non siete nessuno...nessuno potrà più alzare anche solo un sopracciglio, Berlusconi è spietato", mi spiace, non ce l'ho fatta, il mio animo da ex-aspirante giornalista non ha retto, la singola sparuta lacrimuccia è scesa.
E ora, dal momento che il mio cinismo mi impedisce di chiudere su una nota triste e riflessiva, aggiungo queste inutili righe solo per non lasciarvi con l'idea che io sia, tutto sommato, una persona seria, o cazzate simili. No, non lo sono, ok? Ecco, ora vado a cucinarmi un bel bambino alla griglia.
(Questo sarebbe Palazzo Reale, sapete, di fianco al Duomo.)
C'è qualcosa di più perfetto di tapparsi le orecchie e non stare a sentire?
Io ne rido e non sbaglio,
una volta di più
nulla importa.
Siamo lieti di presentarvi il mini-report del concerto degli YellowJackets tenutosi stasera a Milano. Il tutto sarà articolato nelle due parti seguenti.
PARS DESTRUENS
-ovvero: la politica del Blue Note e perchè mi fa cagare-
La politica: apriamo la filiale di una importante catena di locali jazz, sfruttando il nome nostro e quello degli illustri musicisti che suonano per noi ci sentiamo in diritto di porre il prezzo medio del biglietto a 35€ per un concerto di tre quarti d'ora. Già che ci siamo fissiamo il prezzo medio delle consumazioni a 15€. E dato che il locale è poco capiente facciamo due spettacoli a serata tutte le sere della settimana.
I risultati: tra i clienti ci troviamo anche un po' di gente che ha voglia di far notare che il suo portafoglio è ricolmo di soldi, che porta con sé donne in genere 15 anni più giovani, che della musica che suonano quelli sul palco gli frega poco o nulla, che cena mentre il concerto perdura spendendo cifre senza senso, facendo tintinnare bicchieri e posate, ridendo e scherzando amabilmente mentre la gente forse vorrebbe ascoltare della musica. Perchè il nostro locale è molto in, è molto cool, è molto fashion ma con classe.
PARS COSTRUENS
-ovvero: la gente giusta nel posto sbagliato-
Che dire di questi quattro pazzi? Non ne ho idea. Che dire? Dei mostri. Se qualcuno sa perchè il bassista suona il basso da mancino ma con le corde al contrario (cioè le basse in basso e le alte in alto), si faccia avanti e mi spieghi perchè. Che abbia imparato ad usare un basso destro tenuto alla mancina senza girare le corde? Se sì, perchè io non sono così figa? Quasi quasi imparo a suonare il sax soffiando da sotto. Ottimo concerto, ottima musica, ottimi musicisti, peccato per la durata, ebbene sì, 45 fottutissimi minuti, una cosa indegna.
Magnifici loro (per chi non lo sapesse, 'sti YellowJackets non sono proprio gli ultimi sfigati arrivati 3 giorni fa sulla scena), alla fine del concerto si smontano gli strumenti, scendono a parlare con il pubblico, ti chiedono come ti chiami e quando si presentano ti dicono "pleased to meet you". Loro a te. Che poi escono dall'uscita dei comuni mortali, salgono su un furgoncino sfigato tipo quello che porta in giro gli handicappati, salutano con la manina ciao-ciao mentre se ne vanno. Il pianista e il sassofonista paiono rispettivamente lo zio buono e il nonno strano, il batterista se lo vedi in giro dici "ma chi è 'sto rappettaro del cazzo?" e, last but not least, il bassista, di nero vestito, con la faccia da malavitoso e la panza alcolica, che si porta il basso in spalla e se lo incroci nelle vie lo scambi per un alcolizzato che suona agli angoli delle strade e gli tiri 50 centesimi.
L'abito non fa il monaco.
L'apparenza inganna.
Rosso di sera, bel tempo si spera (quindi meglio non incontrare comunisti e/o rugicriniti dopo il calar del sole)(peccato)