
E dopo aver guardato i miei fumettari preferiti qui sopra, perché non sbirciate anche
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"Il problema è che i miliardi fan passare la tristezza e così il tuo impero crolla come un castello di sabbietta...basterebbe regalare le canzoni tristi a tutti!"
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Orpolà, addirittura *loading* visite!
- Lunedì, giorno di esami! -
Perchè lo spreco di tempo è un delitto




Sì insomma, dopo tutte le mie dichiarazioni di vendetta, dopo tutto il sangue acido, dopo tutta l'ostentata determinazione...l'istinto bradipico ha avuto la meglio...inutile andare a farsi segare perdendo una preziosa mattinata che ho invece passato a leggere, no? Lo si farà a dicembre. Problemi?
La leggi la Bibbia, Berardi? Beh, vorrei recitarti un pezzo che so a memoria...
Ezechiele 25:17...
Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tiranniadegli uomini malvagi.
Benedetto sai colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i più deboli attraverso la valle delle tenebre perchè egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti.
E la mia giustizia calerà sopra coloro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine distruggere i miei fretelli.
E tu saprai che il mio nome è quello del signore quando farò calare la mia vendetta su di te...

QUEL VECCHIO DI MERDA! Mi alzo alle 8 per arrivare all'appello alle 10.30, macchina, treno, 20 minuti a piedi, 4 rampe di scale per trovarmi in dipartimento il simpatico bigliettino: "Causa sciopero dei treni l'appello è spostato a lunedì", che tra l'altro lo sciopero dei treni è da giorni che si sa che è rinviato! Tanto io non ho una fava da fare nella mia vita apparte stare dietro a professori arteriosclerotici. Quel vecchio di merda! Ma morirà, per dio! Oh, se morirà! E quanto soffrirà prima di morire!
Peraltro mi son fatta lo scrupolo di aspettare 3/4 d'ora prima di andarmene, mica che ci capitava lì. Scopro altre cose inquietanti. Una ragazza che sapeva le cose più assurde è alla terza volta che fa l'esame. Io di quelle cose nemmeno avevo mai sentito parlare. Ma bene! Si scopre infine che boccia a priori la prima metà degli iscritti con domande del tipo "Mi dica il nome della donna stuprata da Apollo sulla spiaggia" oppure "quanti anni aveva Mozart quando musicò un'ode di Parini" (ma dio santissimo, è un esame di Mitologia greca? E' un esame di Musica? No, porco evo medio, è un esame sulla fottuta Divina Commedia!). E all'altra metà fa un esame vero. Ma morirà! Ah, se morirà! Se no provvedo io.

- Il giorno prima della fine -
Domani ci si riprova
E mi straturbinano le palle. Perchè sono qui senza voglia a ripassare Dante (gloria a lui) e Parini (quel coglione), senza motivazione se poi i prof si permettono di interrompere il tuo esame per la prima sciocca imprecisione. Sciocca nonchè insignificante. Solo perchè sono metereopatici, con il caldo sclerano, col freddo si inacidiscono, col tiepido di irritano. E peraltro attaccandoti come se tu fossi la feccia umana. E io non lo sono. Quindi mi metto a parafrasare Dante, ma in realtà passo il mio tempo a programmare l'orazione che scatta se quel vecchio di merda si permette di tirarlo addosso a me il libretto, come con la Ste l'ultima volta. Anzi adesso mi informo circa i ricorsi. Si sa mai.
Accettansi suggerimenti.
- Pena di morte -
Perchè se qualcuno lo sa dire bene, non vedo il motivo di dirlo io
[...] "Meno male che soffrono poco" osservò "quando la testa salta via".
"Sapete che vi dico?" riprese il principe con ardore, "ecco, voi l'avete notato, esattamente come lo notano tutti, e la macchina, la ghigliottina, è pensata proprio per questo. Ma a me, allora, venne in mente un altro pensiero: e se fosse anche peggio? A voi la cosa può sembrare ridicola, bizzarra, ma con un po' d'immaginazione può venire in testa anche a questo. Pensate un po', per esempio, alla tortura: ci sono sofferenze e ferite, c'è il tormento fisico, e tutto ciò dovrebbe distrarre dalle sofferenze dell'anima, perchè si soffre soltanto per le ferite fino a che non si muore. Ma il dolore essenziale, quello più forte, forse, non è quello delle ferite, è il sapere con certezza che fra un'ora, poi fra dieci minuti, poi fra mezzo minuto, poi adesso, ecco, proprio ora, l'anima vola via dal corpo, e tu come persona non esisterai più, e questo ormai con certezza. La cosa più importante, ecco, è questa certezza. Ecco, come metti la testa sotto la lama e la senti scivolare sopra la testa, ecco, questo quarto di secondo è il più terribile. E sapete che questa non è una mia fantasia, ma che l'hanno detto in molti? Io ci credo a tal punto, che vi dirò schiettamente la mia opinione.
Uccidere per un'uccisione è una punizione incomparabilmente più grande dello stesso delitto.
L'omicidio su sentenza è incomparabilmente più orribile dell'omicidio del delinquente.
Chi viene ucciso dai briganti viene sgozzato di notte, in un bosco, o da qualche altra parte, e fino all'ultimo momento spera di salvarsi. Ci sono esempi di persone che avevano già la gola tagliata e speravano ancora o correvano, o pregavano. Qui invece quest'ultima speranza, con la quale morire è dieci volte più leggero, la tolgono con certezza. Qui esiste una sentenza, e nel fatto che con certezza non sfuggirai sta tutto l'orribile tormento, e un tormento più forte al mondo non esiste. Voi potete mettere un soldato davanti a un cannone in combattimento, e sparargli addosso, e lui continuerà a sparare, ma leggete a questo stesso soldato una sentenza che lo condanna con certezza, e lui impazzirà o si metterà a piangere. Chi ha detto che la natura umana è capace di sopportare questo senza impazzire? Perchè un simile oltraggio mostruoso, non necessario, inutile? Forse esiste anche una persona a cui hanno letto la sentenza, è stato dato il tempo di tormentarsi, e poi le hanno detto: "Vattene, sei graziato". Ecco, forse quell'uomo potrebbe raccontarlo. Anche Cristo ha parlato di questo tormento, di questo orrore. No, non si può agire così con un uomo!" [...]
Fëdor Dostoevskij, "L'idiota"
(e insomma, non c'è più molto da aggiungere)
- Fratello rulez -
Oggi dopo mangiato mio fratello ha tirato su la tovaglia al fine di sbatacchiare via le briciole. Essendo io sulla sua traiettoria, mi ha intimato di spostarmi con le seguenti parole:
"Spostati o ti riemprio di briciole, che poi resti in balìa degli ucceli. Non che tu non lo sia già."
(ha poi aggiunto "ma la smetti di scrivere sul blog le mie battute perchè non hai niente di tuo da scrivere?". Fratello senza cuore!)